
Questo artista, che alcuni addetti ai lavori definirono "scienziato cinematografico pazzo" all'epoca delle sue prime apparizioni europee, è nel bene e nel male unico nel suo genere. Già: di che genere stiamo parlando? Ad esempio, il suo ultimo, palmato Uncle Boonmee Who Can Recall His Past Lives annunciato come "commedia fantastica" rappresenta quasi un'esperienza mistica, tra lo sperimentale e il documentario. Inclassificabile e fuori da ogni convenzione filmica.
È la storia di zio Boonmee, malato terminale che decide di andare a trascorrere i suoi ultimi giorni nella quiete della casa di campagna; una realtà illusoria cede il passo improvvisamente alla fantasia poiché si materializzano il fantasma di sua moglie e il figlio scomparso diventato uno scimmione dagli occhi rossi fluorescenti.
Un viaggio in un mondo misterioso e surreale alla ricerca di una verità ultraterrena, tra parabole di vita nascoste, scene potenti e discutibili (il rapporto sessuale tra il pesce gatto e la principessa!) e una visione panteistica che appare ineluttabile.
Una pellicola a dir poco complessa e ambiziosa, che per svelare la propria vera essenza necessita di più proiezioni e riflessioni profonde. Troppo certamente per lo spettatore dallo sguardo disimpegnato, ma anche per il cinefilo incallito.
voto 6